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Il PWE 337 a Coltano
Le fotografie sono tratte dalla rivista Antique Radio Magazine, dalla quale abbiamo ripreso l'articolo.
Nella foto si può osservare uno di quegli apparecchi costruiti con mezzi di fortuna e messo assieme con componenti fra i più diversi.
Il ricevitore "PWE 337" costruito nel campo di concentramento di Coltano
La cuffia sulla sinistra è di fabbricazione italiana. Il cordone della medesima è invece di tipo militare americano "US Army Signal Corps", forse sostituito per inefficienza di quello originale. La "radio" consiste in una presa tripla a spina da 6 amp. Sorretta da una presa da parete, dello stesso passo, in bachelite. Osservando lo schema, si nota che il detector si trova in parallelo alla cuffia e negli altri due fori liberi, vengono inserite l'antenna e la terra. L'antenna è costituita da uno spezzone di filo e un condensatore a mica, anch'esso americano con la funzione di "tappo luce" e cioè per utilizzare la rete elettrica del campo di Coltano che era all'epoca a 110 Volt. L'altro spezzone di filo nero veniva collegato alla terra, forse a un tubo dell'acqua. La basetta in legno, sulla quale il realizzatore, ha fissato la presa di bachelite da parete è verniciata con il classico colore verde oliva americano e reca la sigla del campo di Coltano: "PWE 337" corrispondente all'epoca 1944-'45.
Schema elettrico del ricevitore Sembra incredibile che questo circuito, privo di bobina e di condensatore variabile, componenti sempre presenti nelle radio a galena classiche, possa funzionare e ricevere comunque una trasmissione, solo locale, ed onde medie (540-1600 k/cs). Il condensatore a mica (tappo luce) è da 2000 pf. Il detector è di tipo antiquato, antecedente agli anni della seconda Guerra Mondiale. In questa intelligente ma commovente realizzazione, si vede la cosiddetta "arte dell'arrangiarsi" nella versione "tempo di guerra" in condizione di prigionia.
Pubblicato il 04/11/2007 - Ultimo aggiornamento: 05/02/2008 |
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